26-11-2009 In piazza i dipendenti ex Eutelia

I lavoratori di Agile (ex-Eutelia) sono arrivati giovedì sera in pullman da ogni parte d'Italia stanno confluendo a piazza Colonna in attesa dell'esito dell'incontro tra il sottosegretario Letta, rappresentanti sindacali e azienda. Il sit-in non é stato autorizzato ma i lavoratoria non hanno nessuna intenzione di allontanarsi. Tra loro anche qualche dipendente Eutelia che si é unito alla protesta. Il 20 novembre scorso, infatti, l'azienda ha inviato una lettera di cassa integrazione ordinaria per otto settimane ai lavoratori con contratto a tempo determinato e una lettera di chiusura progetto, al 31 dicembre, a quelli con contratto a progetto. Tra l'altro nei giorni scorsi il collegio sindacale che sta seguendo i lavoratori di Agile ha depositato una richiesta di insolvenza per l'azienda. "Il giudice ha fissato la causa di insolvenza per il 23 dicembre - spiega Alessandra Carnicella, una dipendente - questo significa che dobbiamo resistere con il presidio fino a quel giorno".

L'intesa per la vertenza Alcoa
C'è l'accordo. I vertici di Alcoa hanno deciso di ritirare la procedura di cassa integrazione per tutti i lavoratori dei siti di Fusina in Veneto e Portovesme in Sardegna. Lo annuncia Mario Ghini, segretario nazionale Uilm. "Stiamo aspettando l'arrivo del ministro Scajola, rientrato dall'estero, per firmare il verbale d'intesa. C'è l'accordo che prevede il ritiro della procedura di cassa integrazione prevista per i lavoratori degli stabilimenti di Fusina e Portovesme. Ci rivedremo per un primo confronto tra le parti al dicastero dello Sviluppo economico il prossimo 9 dicembre". "L'intesa - specifica Ghini - prevede l'istituzione di un tavolo permanente di natura tecnica per definire tutti gli strumenti utili all'approvvigionamento energetico a prezzi calmierati nel rispetto di quanto previsto dal decreto legge sulla competitività. Siamo soddisfatti e andiamo a riferirlo ai lavoratori in piazza".

Già, la piazza, la vera protagonista della giornata, con un migliaio di persone, tra lavoratori e sindaci, giunto a Roma per dire 'no' alla chiusura dell'azienda di alluminio soprattutto dalla Sardegna. Partito da piazza della Repubblica, il corteo ha sfilato per le vie del centro di Roma tra fumogeni, tamburi e petardi, con alcuni momenti di tensione che hanno portato al ferimento di un sindacalista. A Piazza Barberini le sedie di metallo di un bar sono volate contro gli agenti di polizia e carabinieri in assetto antisommossa che avevano cinto con un cordone sanitario la zona. Accesso alle auto bloccato in via del Tritone, via Veneto e via Bissolati.

Giunto a largo di Santa Susanna, "improvvisamente - si legge in una nota delle forze dell'ordine - ha deviato dal percorso precedentemente concordato imboccando via Bissolati, dove hanno cercato di forzare lo sbarramento della polizia" che si trovava lì. La polizia, quindi, parla di un "fronteggiamento tra manifestanti e forze dell'ordine", durante il quale "un manifestante è stato colto da malore e subito soccorso".

I lavoratori, dal canto loro, denunciano che l'ambulanza è arrivata dopo trentotto minuti. "Un agente è stato spintonato- fa sapere quindi la polizia- ed è caduto a terra battendo la testa. Un altro agente ha riportato contusioni ad un ginocchio dopo essere stato colpito dal megafono lanciato da un manifestante".

Nella nota, comunque, si tiene a precisare che "le forze dell'ordine in ogni caso non hanno effettuato alcun tipo di intervento repressivo nè tantomeno fatto uso di manganelli, ma solo azioni di contenimento". Verso le 13 ha preso il via la riunione convocata al ministero dello Sviluppo economico: presenti il presidente della regione Sardegna, Ugo Cappellacci, quello del Consiglio regionale della Sardegna, Claudia Lombardo, una delegazione di Cgil, Cisl e Uil di categoria e confederali nazionali e regionali, assieme all'ad di Alcoa Italia, Giuseppe Toia.

Vertenza Ispra: minaccia di denuncia per la webcam

Ancora una notte sul tetto per i ricercatori precari dell'Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) che da martedì protestano presso la sede di via Casalotti per salvare il posto di lavoro. "Stanotte mi sono sentita poco bene, ho avuto un calo di pressione - spiega Michela Mannozzi, del coordinamento precari ISPRA dell'USI RdB Ricerca - ma la protesta va avanti e stiamo predisponendo tutto per la pioggia attesa per le prossime ore". In giornata una delegazione di precari dell'USI RdB Ricerca verrà ricevuta presso il Consiglio Provinciale di Roma. I ricercatori si dicono "stanchi ma arrabiati e determinati" e hanno fatto sapere che non si muoveranno fino a quando non otterranno proposte concrete "Il nostro obiettivo è di resistere almeno fino al 1 dicembre". Per quel giorno, infatti, è atteso un incontro tra i sindacati e l'ente commissariale. I problemi dell'occupazione cominciano a farsi sentire: "Ci hanno annunciato che nel fine settimana ci staccheranno la corrente - spiega Mannozzi - dicono di dover fare dei lavori ma noi cercheremo di organizzarci con dei gruppi elettrogeni". E non è solo la corrente e preoccupare i ricercatori: "Ci hanno velatamente minacciato di denunciarci per peculato in seguito all'installazione della webcam". Oltre a quella dei politici i lavoratori precari stanno ricevendo anche la solidarietà del quartiere: "Siamo davvero commossi, vengono qui a parlare e ci portano addirittura da mangiare" conclude Mannozzi.

 

http://roma.repubblica.it/dettaglio/in-piazza-i-dipendenti-ex-eutelia-alcoa-ce-laccordo-la-diretta/1789311

 

 

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