17-11-2009 Omega, la rabbia dei lavoratori invade Roma

In migliaia alla manifestazione contro i tagli del gruppo. Letta riceve i sindacati, ma l'incontro fallisce: nessuna convocazione per i 1.200 esuberi di Agile. Occupata via del Corso. Tanti slogan e politici presenti, forte protesta di addetti e delegati

Roma - Fallisce l'incontro tra Gianni Letta e i sindacati, cresce la protesta dei lavoratori del gruppo Omega. Nel giorno (17 novembre) della manifestazione nazionale, una delegazione di lavoratori, politici e sindacalisti è stata ricevuta a Palazzo Chigi dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Obiettivo: ottenere una convocazione ufficiale per affrontare il nodo degli esuberi (1.192 solo in Agile, ex Eutelia). La riunione si è conclusa con un nulla di fatto: a quanto si apprende, il governo non si occuperà della vicenda di Agile prima di dicembre. I lavoratori hanno occupato via del Corso.

Uscendo dalla riunione Susanna Camusso, segretaria confederale della Cgil, ha dichiarato: “Possiamo apprezzare che il governo ci abbia ricevuto e abbia manifestato l’intenzione di muoversi, ma il fattore tempo è un elemento sostanziale”. Il governo poteva muoversi prima, secondo la dirigente sindacale. “Letta sta facendo delle verifiche, sta aspettando delle risposte”, ha concluso, augurandosi che la convocazione ufficiale “arrivi presto”.

In generale, è una giornata importante per tutti gli addetti del gruppo. Oggi in migliaia sono scesi in piazza a Roma, da tutta Italia, per manifestare contro i licenziamenti. E' riuscito lo sciopero unitario proclamato dai sindacati dei metalmeccanici, Fim, Fiom e Uilm, e delle telecomunicazioni, Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil. Sono stati duramente contestati i tagli che investono Agile e Phonemedia, le maggiori del gruppo, ma anche una lunga serie di aziende più piccole. Le stime dicono che sono a rischio subito 2mila posti di lavoro, ma con l’indotto si arriva a circa 10mila. In tutto sono coinvolte 7mila famiglie, riferiscono i sindacati. Il corteo si è mosso da piazza dell’Esquilino verso il centro, per arrivare a via dei Fori Imperiali. Poi l'incontro a Palazzo Chigi che, come detto, è finito male.

Brevi momenti di tensione si sono registrati quando i manifestanti sono stati accolti da un cordone di polizia e carabinieri, in tenuta antisommossa. Il corteo ha urlato “Vergogna, vergogna!” all’indirizzo dell’autorità, ma non vi è comunque entrato in contatto.

Moltissimi gli slogan dei lavoratori, che hanno esposto striscioni come: “Da tre mesi prossimi al licenziamento causa speculazione finanziaria dei padroni. Ma la crisi è finita!”. Oppure “Eutelia, Agile, Omega, aziende killer” e “Precari a tempo indeterminato”. Numerose anche le bandiere delle tute blu della Cgil, che erano presenti in prima fila. Alcuni dipendenti hanno esposto sotto al collo un cartellone con un numero, che indica “Quale licenziato sono”. Si è poi avuto anche il funerale dell’azienda, celebrato con bare di cartone. Infine, alcuni erano vestiti di bianco con una falce in mano per suggerire la loro “morte” come lavoratori.

Tanti anche i politici presenti. C’era il segretario del Partito democratico, Pier Luigi Bersani, e il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro. E anche il segretario di Rifondazione, Paolo Ferrero, e l’ex ministro del Lavoro, Cesare Damiano. Questi sono stati avvicinati dai manifestanti per illustrare la loro situazione. A rappresentare la Cgil ha sfilato con i lavoratori Susanna Camusso.

“E’ una situazione di gravità assoluta”, ha detto Bersani. “Noi abbiamo già fatto tre interpellanze, senza esito – ha proseguito -, ora sto pensando a un appello straordinario a Berlusconi, perché metta la testa su queste cose”. Di Pietro ha dichiarato, riferito ai lavoratori in piazza: “Rappresentano uno spaccato onesto e laborioso del nostro paese, ed è per questo che l’Idv sta dalla loro parte”. E il governo potrebbe convocare i sindacati nella prossima settimana, per affrontare i 1.192 esuberi previsti in Agile. Sarebbe questo il risultato di una telefonata tra lo stesso Di Pietro e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, che si sarebbe impegnato ad ascoltare le sigle nell’arco di sette giorni.

La rabbia di lavoratori e delegati

Su RadioArticolo1 è andata in onda la protesta dei lavoratori e delegati. Alessandra Carnicella, lavoratrice Agile di Roma, ha rievocato l’irruzione dei vigilantes, avvenuta lo scorso 10 novembre: “Dopo l’irruzione questa vicenda ha avuto finalmente la visibilità che meritava. Siamo tutti sullo stesso tetto e da quel tetto scenderemo solo con il sorriso sul volto – ha detto -, la nostra vertenza finalmente ha assunto toni degni di questa situazione”. Laura Lautieri, delegata della Slc alla Phonemedia di Monza, ha raccontato: “Siamo in 6mila e siamo messi molto male perché abbiamo perso il cliente principale. Non abbiamo lavoro né stipendio, non possiamo neanche stampare le nostre buste paga per aprire la vertenza”. Così Angelo Pagaria, delegato Rsu della Fiom nello stabilimento Agile di Pregnanza Milanese: “Occupazione e presidio stanno andando bene, siamo pronti a proseguire. Da noi sono previsti 237 licenziamenti su 430 lavoratori, Agile è il contenitore che ha accolto i lavoratori di Eutelia, ma anche tutti i problemi e i debiti, stimati in 130-140 milioni di euro. Non dobbiamo morire in Agile, ma tornare in Eutelia con un buon piano industriale”. Quindi la voce di un lavoratore dal call center Answers di Pistoia: “Speriamo in un imprenditore disponibile a comprarci per ripartire. Siamo in assemblea permanente e ci rimaniamo, intanto dobbiamo ringraziare la Cgil che ha istituito un fondo di solidarietà, oltre a fornirci il cibo quotidianamente”.

(a cura di Emanuele Di Nicola e Marilina Russo)

http://www.rassegna.it/articoli/2009/11/17/54903/omega-la-rabbia-dei-lavoratori-invade-roma
 

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