30 Dicembre

I giochi di prestigio di Eutelia


Ma  quante crisi si nascondono dietro la crisi internazionale che da due  anni mette in ginocchio centinaia di migliaia di lavoratori in tutto il  mondo? Quando ne parla, quando parla dei disocccupati e dei  cassintegrati, delle fabbriche chiuse, Berlusconi allarga le braccia e  alza gli occhi al cielo come se la crisi fosse un diluvio che arriva  all’improvviso. “Che ci volete fare? Mica si può fermare la pioggia.  Sono disastri che capitano”.

Non  è solo una bugia, è una doppia bugia, sono due menzogne in una. La  prima bugia è che la crisi sia come un disastro naturale, senza colpa di  nessuno.  A provocare la crisi, per avidità e miopia, sono  stati i grandi poteri finanziari internazionali, quelli che alla fine  se la sono scampata a differenza dei lavoratori, quelli che il disastro  lo hanno provocato non lo hanno pagato per niente.

Ma  la seconda bugia è che tutto quello che sta succedendo nel mondo del  lavoro dipenda da quella crisi internazionale. Invece dietro quel  paravento ci stanno altre mille motivi: c’è la cupidigia di chi  preferisce delocalizzare e per pagare un po’ di meno il lavoro non esita  a rovinare migliaia di famiglie e interi paesi. C’è un governo che non  sta facendo niente per fronteggiare questa situazione gravissima perché  preferisce raccontare che non c’è o che se c’era adesso è passata.  Berlusocni lo ha ripetuto anche ieri: nel 2011 tutto tornerà come prima  della crisi. Una promessa che vale quanto quelle sui rifiuti di Napoli.

E  poi, come sempre in questo paese, c’è una crisi di legalità. Se si  fossero rispettate le leggi, senza il malaffare, le truffe, la  bancarotta fraudolenta, i quasi 1900 lavoratori di Eutelia non  starebbero da mesi senza stipendio. Costretti ad aspettare col fiato  sospeso arretrati che arrivano sempre tardi e col contagocce. Privi di  qualsiasi certezza per il futuro.

Sono tra gli operatori a più alta qualificazione nel settore della Information Technology.  Nel  gennaio 2009 sono finiti nel tritacarne delle operazioni creative,  fantasiose e truffaldine del cda dell’azienda, controllato dalla  famiglia Landi. Prima hanno ceduto l’azienda alla Agile srl, controllata  sempre da Eutelia, poi hanno passato l’intero pacchetto a un’altra  società, la Omega.

Rotolando  da una scatola cinese all’altra, a rompersi le ossa sono stati i  lavoratori dell’azienda. Nell’ottobre del 2009 gli hanno spiegato che  “stante il carattere strutturale delle eccedenze di personale”, alcuni  di loro sarebbero stati licenziati in tronco, senza nemmeno poter  contare sulla cassa integrazione”. E non erano mica pochi quelli che  dovevano essere sacrificati: erano 1192 lavoratori su un totale di 1880!

Per  chiamare le cose con il loro nome, queste persone erano le vittime dei  giochi di prestigio che servivano per salvare i maggiori azionisti della  ex Eutelia. Noi dell’Italia dei valori siamo intervenuti subito, non  solo offrendo a quei lavoratori la nostra solidarietà e il nostro  massimo impegno per fargli recuperare il posto di lavoro ma anche  denunciando i fatti sia alla Procura della Repubblica che alla procura  antimafia. Questi signori non sono solo degli industriali che non si  fanno scrupolo di calpestare le vite dei loro dipendenti. Sono anche dei  truffatori e dei malfattori, e per questo volevamo che di loro si  occupasse la legge.

Avevamo  ragione. La Procura di Arezzo ha chiesto il rinvio a giudizio per  quindici persone, inclusi sei membri della famiglia Landi. La procura di  Arezzo, nel luglio scorso, ha fatto arrestare otto manager per  bancarotta fraudolenta. Dieci giorni fa il Tribunale di Roma ha  dichiarato illegittima la cessione del ramo di Eutelia ad Agile e ha  commissariato l’azienda.

La  magistratura ha fatto la sua parte e il suo dovere. Adesso è il governo  a doversi assumere le proprie responsabilità convocando i sei  commissari di Eutelia e cercando una soluzione che non solo restituisca  lavoro e salario ai lavoratori ma salvi anche un’azienda che ha una  grande importanza strategica per il nostro sviluppo industriale in un  settore che diventerà sempre più fondamentale. Bisogna rimettere insieme  Agile ed Eutelia, non più come espediente per truffare meglio ma come  punto di partenza per un vero rilancio industriale. Questo è il dovere  del ministro per lo Sviluppo economico Romani per mettere fine a una  vicenda vergognosa che ha umiliato non i lavoratori dell’Eutelia ma la  nostra civiltà industriale.

Antonio Di Pietro, Presidente Italia dei Valori
Maurizio Zipponi, Responsabile nazionale lavoro-welfare IDV


29 Dicembre

Incontro con l'avv. Elena Poli alle ore 13:00 in sede al Piero della Francesca.


28 Dicembre

Torino, 28 dicembre 2010.

La decisione, presa nell’assemblea del 23/12, era parsa forse velleitaria e non organizzata: occupare l’atrio della Regione Piemonte in Piazza Castello e chiedere riscontri sul tavolo di crisi al MiSE,  che, su nostra pressione, l’ente regionale aveva già sollecitato.    Ritrovo alla spicciolata, poi ingresso alle ore 10:00 … e così è stato. Persino un po’ sorpresi di trovarci in una ventina a questa manifestazione, autoconvocata, di cui né media, né politici, né simpatizzanti erano stati informati.   Entriamo con ordine ed, educatamente, chiediamo di incontrare gli assessori Giordano e Porchietto; non abbiamo: maschere, magliette, striscioni, ma non servono presentazioni, l’addetta al ricevimento dice subito “Ah, siete quelli di Agile!” (siamo ormai chiaramente famosi ma, purtroppo, non dove conta).

In pochi minuti arriva il funzionario regionale che segue la nostra vicenda, il Dott. Romano, che ci illustra il suo prodigarsi e l’ineluttabilità dell’ultima sentenza del 15 dicembre.

La nostra rabbia, comunque civile, sale; protestiamo per questa lentezza delle Istituzioni che avalla il progetto della cessione truffa ed affossa le nostre possibilità di ritorno al lavoro.

Il funzionario regionale, pressato, cerca di mettersi in contatto con funzionario del MiSE, Dott. Bianchi, ma non lo raggiunge.   Noi cominciamo a sederci nell’androne, respingiamo l’invito di proseguire la manifestazione all’esterno e ribadiamo la volontà di non volercene andare in mancanza di un impegno sulla data di convocazione al Ministero. Appaiono le magliette con le nostre maschere, su due fogli A4 appare una mini denuncia riassumibile in: “Abbiamo pure pagato le Addizionali Regionali senza stipendio, ma la Regione cosa fa per noi?” , “Presidente Cota, ci siamo visti al suo insediamento, quando avremo il piacere di re-incontrarla?”.   L’escalation di proteste produce l’arrivo dell’Assessore Porchietto, che vorrebbe riceverci tutti, ma preferiamo continuare a presidiare l’androne in sei o sette, mentre una dozzina la segue all’interno della struttura.   Cominciano ad arrivare fotografi, poi un’intervista in diretta su Radio Blackout, servizio di Telesubalpina, altri giornalisti, altri fotografi.    Tornano i colleghi, con una faccia che, ahimè, abbiamo già imparato a riconoscere.. Abbiamo strappato l’impegno della Dott. Porchietto - lei stessa ce lo confermerà nell’androne, dopo aver parlato direttamente con il dott. Bianchi - a far fissare la data del Tavolo al MiSE entro il pomeriggio.

In serata siamo informati che la data verrà comunicata domani, per difficoltà organizzative. 

…Probabilmente ci toccherà ritornare nell’androne o, forse, più in su!


25 Dicembre

Lettera aperta a Santa Claus di Luìs Sepùlveda

Egregio Santa Claus, Papà Natale, Vecchio Pascuero o come Le va di chiamarsi o farsi chiamare:

confesso che mi è sempre stato simpatico perché in genere mi piace la Scandinavia, il suo vestito rosso mi pare premonitorio e perché dietro quella barba ho sempre creduto di riconoscere un filosofo tedesco che ogni giorno ha sempre più ragione in ciò che ha affermato in vari libri, molto citati ma poco letti.

Non abbia paura del tenore di questa lettera, non sono il bambino cileno che qualche anno fa Le scrisse: “Vecchio Scemo,  l’anno scorso ti ho scritto dicendoti che, nonostante andassi  a scuola scalzo e a digiuno, avevo preso i voti migliori e che l’unico regalo che volevo era una bicicletta, naturalmente non nuova, non doveva essere una mountain bike o una per il Tour de France. Volevo una semplice bicicletta, senza cambi, per aiutare mia madre a consegnare la biancheria altrui che lava e  stira in casa. Era tutto, uno schifo di bicicletta qualsiasi, ma è arrivato il Natale e ho ricevuto una stupida cornetta di plastica, gioco che ho conservato e che ti invio con questa lettera perché tu te la metta nel culo. Spero che ti attacchi  l’AIDS, vecchio figlio di puttana”.

Sono stati i suoi elfi i responsabili di un pasticcio così spaventoso? Ebbene, stimato Santa Claus, quest’anno sicuramente riceverà numerose richieste di biciclette, perché l’unico futuro che aspetta i ragazzi del mondo è quello di fattorino, senza contratto di lavoro e condannati a consegnare pacchetti fino a 67 anni.

Merry Christmas da AteneIo, invece, non Le chiedo una bicicletta, ma uno sforzo pedagogico: metta i suoi elfi e le sue renne a scrivere milioni di lettere spiegando che cosa sono e dove stanno i mercati.

Come Lei sa bene, ci hanno fregato la vita, abbassato i salari, impoverito le pensioni, ci hanno tolto il sussidio di disoccupazione e ci hanno condannato a lavorare per sempre per tranquillizzare i mercati.

I mercati hanno nomi e facce di persone. Sono un gruppo formato da meno dell’1 per cento dell’umanità e sono, allo stesso tempo, i padroni del 99 per cento della ricchezza. I mercati sono i membri dei consigli  di amministrazione e gli stessi azionisti, per esempio, di un laboratorio che non vuole rinunciare ai brevetti di una serie di medicinali che, se fossero generici, salverebbero milioni di vite. Non lo fanno perché la vita non è redditizia, ma la morte lo è, e molto.

I mercati sono gli azionisti delle industrie che imbottigliano il succo d’arancia, e che hanno aspettato che l’Unione Europea annunciasse leggi restrittive per i lavoratori non comunitari, che saranno obbligati a lavorare in Spagna o in un altro paese dell’Unione Europea secondo i regolamenti sul lavoro e le condizioni salariali dei loro paesi d’origine. Appena è successo, nelle borse europee i prezzi del prossimo raccolto delle arance sono andati alle stelle. Per i mercati, per tutti e per ognuno di quegli azionisti, la giustizia sociale non è redditizia, ma la schiavitù sì, e molto.

I mercati sono gli azionisti della banca che sequestra la casa a una donna con il figlio invalido. Per tutti e per ognuno di quegli azionisti, dirigenti e direttori di reparto, le ragioni umanitarie non sono redditizie, ma la spogliazione, il passaggio dalla povertà alla miseria sì che lo sono, e molto. E per i truffatori della speranza  - che siano di destra o di sinistra, dato che non c’è altra scelta tra i difensori del sistema responsabile della crisi causata dai mercati stessi – spogliare della sua casa quella vecchietta è stato un segnale per tranquillizzare i mercati.

In Inghilterra il criminale rialzo delle tasse universitarie è stato fatto per tranquillizzare i mercati. Lo scontento sociale genererà inevitabili azioni di sopravvivenza, e i mercati chiederanno sangue, morti, per tranquillizzare il loro appetito insaziabile.

Che i suoi elfi e le sue renne spieghino dettagliatamente che - in mezzo a questa crisi economica generata dalla voracità speculativa dei mercati e dalla rinuncia dello Stato a controllare il “va e vieni “ del denaro - nessuna banca ha smesso di guadagnare, nessuna società multinazionale ha smesso di guadagnare e anche gli economisti più ortodossi della teoria del mercato concordano nell’affermare che il principale sintomo della crisi è che le banche e le multinazionali guadagnano sì meno, ma in nessun caso hanno smesso di guadagnare.

Che i suoi elfi e le sue renne spieghino fino alla nausea che sono stati i mercati quelli che si sono  opposti a qualsiasi controllo statale delle speculazioni, ma che ora essi impongono che lo Stato castighi i cittadini per il calo dei loro guadagni.

E, infine, mi permetta di chiederLe qualcosa d’altro: migliaia, milioni di bandiere di lotta, grandi barricate, grosse pietre, maschere antigas, e che la stella di Betlemme diventi una serie di comete incandescenti con un unico bersaglio, le Borse, che brucino fino alle fondamenta, perché le fiammate di cento begli incendi ci darebbero,  anche solo per poco, una indimenticabile Notte di Pace.

Molto fraternamente,

Luìs Sepùlveda


23 Dicembre

ASSEMBLEA ORE 9:30 IN SEDE AL PIERO DELLA FRANCESCA.


20 Dicembre

ASSEMBLEA ORE 9:00 IN SEDE AL PIERO DELLA FRANCESCA, PER DEFINIRE LE AZIONI URGENTISSIME DA INTRAPRENDERE, E PER DEFINIRE LA PARTECIPAZIONE ALLA MANIFESTAZIONE IN p.za CASTELLO, DAVANTI ALLA REGIONE IN CUI SARANNO GIA' PRESENTI DALLE 9:30 I COLLEGHI DI IVREA.

E' NECESSARIA LA PARTECIPAZIONE DEL MAGGIOR NUMERO DI PERSONE POSSIBILI.

Il nuovo vescovo di Torino mons. Nosiglia incontrerà i lavoratori di Agile presso la sede di Torino in corso Svizzera 185. L'incontro avverrà alle ore 10:30, ed è aperto a tutti i famigliari dei lavoratori.


15 Dicembre

Il Tribunale rigetta il ricorso di Eutelia

EUTELIA/AGILE: FIOM, GIUDICE LAVORO CONFERMA CESSIONE IT ANTISINDACALE

(ASCA) - Roma, 15 dic - ''Il Giudice del Lavoro del Tribunale di Roma ha rigettato oggi il ricorso presentato dai Commissari di Eutelia, e ha quindi confermato la sentenza di primo grado che giudicava antisindacale la cessione del ramo It (Information technology) di Eutelia ad Agile''.

Lo afferma in una nota Fabrizio Potetti, coordinatore nazionale Fiom-Cgil del gruppo Agile/Eutelia.

''A questo punto, come Fiom chiediamo che il ministero dello Sviluppo Economico convochi immediatamente un tavolo per dare seguito alle richieste delle Organizzazioni sindacali e dei lavoratori, richieste ormai supportate da ben due consecutive decisioni assunte dalla Magistratura, di riportare il ramo It di Agile in Eutelia. Da qui occorre ripartire per sviluppare finalmente un intervento istituzionale che dia prospettive a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori delle Societa' coinvolte''.

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LAVORO: POTETTI (FIOM), DOPO LA SENTENZA EUTELIA /AGILE IL GOVERNO ATTIVI SUBITO UN TAVOLO

(AGENPARL) - Roma, 15 dic - Fabrizio Potetti, coordinatore nazionale Fiom-Cgil del gruppo Agile/Eutelia, ha rilasciato oggi la seguente dichiarazione. “Il Giudice del Lavoro del Tribunale di Roma ha rigettato oggi il ricorso presentato dai Commissari di Eutelia, e ha quindi confermato la sentenza di primo grado che giudicava antisindacale la cessione del ramo It (Information technology) di Eutelia ad Agile".

“A questo punto, come Fiom chiediamo che il ministero dello Sviluppo Economico convochi immediatamente un tavolo per dare seguito alle richieste delle Organizzazioni sindacali e dei lavoratori – richieste ormai supportate da ben due consecutive decisioni assunte dalla Magistratura – di riportare il ramo It di Agile in Eutelia. Da qui occorre ripartire per sviluppare finalmente un intervento istituzionale che dia prospettive a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori delle Società coinvolte".

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Confermata in appello l’illegittimità della cessione del ramo IT della società toscana, dunque di 1.922 lavoratori, ad Agile
di Marco Tennyson


Il Tribunale di Roma ha confermato questa mattina la sentenza di primo grado per  infrazione all’art. 28 nei confronti di Eutelia per la cessione di Agile. Anche in appello, dunque, è stato rigettato il ricorso presentato dai commissari di Eutelia contro il giudizio di “comportamento antisindacale nella cessione di ramo di azienda”.

In primo grado Agile ed Eutelia erano state condannate a eliminare gli effetti dovuti alla cessione del ramo di azienda. Con questa nuova sentenza è stata perciò ribadita l’illegittimità della cessione del ramo IT di Eutelia ad Agile e il susseguente passaggio a Omega.

La sentenza di condanna per comportamento antisindacale comporta l’inefficacia della cessione ad Agile nei confronti di 1.922 lavoratori, dunque il loro reintegro in Eutelia. A questo punto un grande interrogativo viene a porsi sull’imminente gara per la vendita di quest’ultima e sul suo effettivo valore, stimato tra 70 e 80 milioni di euro.

Fonte: Computerwold

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L'atroce beffa della sentenza per art 28 contro Eutelia, è un altra mazzata ai lavoratori Agile

Quel giorno dell'anno 33 D.C. Pilato non seppe fare di meglio, di quanto fatto 1977 anni dopo dal Tribunale Civile Sezione Lavoro, nel dicembre 2010.

Allora Pilato abbandonò Cristo ai Farisei e alla furia sanguinaria del popolo, oggi il Tribunale Civile ha pubblicato l'impianto della sentenza sul ricorso Eutelia, seguente all'udienza dello scorso 15 dicembre per infrazione all'Art. 28 dell'azienda TLC di Arezzo, nella cessione del ramo d'azienda IT, oggi Agile srl. Si tratta di un atroce beffa non solo per gli informatici Agile ex Eutelia, ma per tutto il mondo sindacale e del lavoro. 

"Cessare gli effetti del passaggio di ramo d'azienda"

Per spiegare l'atroce beffa di questa sentenza, mentre ancora giornali e siti di informazione sul web cantano le lodi di una vittoria dei lavoratori e dei legali FIOM, rivelatasi ora un colpo di scure ai diritti del lavoro, occorre partire da questo passo fondamentale della sentenza di primo grado.
"Cessare gli effetti..." sia pure ambiguo poteva essere il presupposto da cui partire per una battaglia politica, legale e sindacale, che avrebbe potuto portare alla conclusione più giusta:
Rientro dei lavoratori Agile in Eutelia

Ebbene, l'impianto della sentenza dello scorso 15 dicembre, apparentemente contro Eutelia per infrazione all'art. 28, va invece nella direzione più ipocritamente e cinicamente contraria ai diritti dei lavoratori e delle lavoratrici Agile ex Eutelia, disponendo che:
"Alla luce delle considerazioni...deve essere confermata la valutazione  di antisindacalità della condotta posta in essere da Eutelia in occasione del trasferimento di ramo d'azienda della società Agile, ma non può essere accolta l'opposizione delle organizzazioni sindacali che chiedevano la nullità del trasferimento di azienda, con il conseguente rigetto sia dell'opposizione principale sia di quella incidentale."

Questo mostro giuridico che afferma nella forma di concordare con la sentenza di primo grado, per poi nella sostanza devastarne le conclusioni, ipocritamente da ragione alle OOSS e ai lavoratori, ma avvalla l'operazione truffa del passaggio di ramo Agile poi ceduto alla Omega da Eutelia.

Il messaggio devastante di questa sentenza

Noi lavoratori e lavoratrici dell'Information Technology ex Eutelia, non abbiamo competenze giuridiche per entrare nel merito "tecnico" delle dodici pagine dell'impianto, ma abbiamo la capacità di discernimento sufficiente per affermare che:
- questa sentenza è stata condizionata da certi ambienti politici e istituzionali
- l'indizio viene dal fatto che i commissari Eutelia e quelli della Agile, si sono incontrati in una riunione dal sapore "carbonaro" al Ministero dello Sviluppo Economico nei giorni scorsi, a parlare di che? E perchè quasi in incognito senza ne un invito alle OOSS, ne uno straccio di comunicato del Ministero?
- la sentenza odierna sbarra la strada non solo ai lavoratori e lavoratrici Agile ex Eutelia, ma costituisce un precedente giuridico che sarà un macigno per tutte le cause future sui passaggi di ramo d'azienda.
Il messaggio che arriva a tutte le aziende future emule di Eutelia, nel travestire un licenziamento collettivo da "normale" passaggio di ramo d'azienda è che:
- si potranno bellamente aggirare tutte le norme sulle corrette relazioni sindacali
- derubare i lavoratori del lavoro e del TFR a danno della collettività
- cederli in blocco a dei fallimentatori (Omega per noi) che li affameranno e poi licenzieranno
- infine cavarsela con la condanna a pagare poco più di 3000 Euro in spese processuali
Per poi godersi la vita a Dubai e ad Arezzo


Questo è il messaggio gravissimo che arriva dalla pubblicazione dell'impianto della sentenza per infrazione all'Art 28, che rigetta il ricorso Eutelia contro quella stessa sentenza e getta il diritto al lavoro, alla giustizia e alla dignità in pasto a un mostro giuridico utile solo a chi continuerà a speculare sulla pelle di chi vive di stipendio e di onestà.
I lavoratori e le lavoratrici della Agile non accettano tutto questo e si chiedono: esiste ancora in questo Paese un qualunque soggetto oltre alla isolata CGIL-FIOM, in grado di garantire il lavoro e che voglia mettere in campo un azione capace di garantire le pene a chi deruba la collettività e il lavoro a chi ne trae pranzo e cena?

Fonte: lavoratoriagileinlotta.blogspot.com


13-14-15 Dicembre

Il 15 dicembre il tribunale di Roma dovrà esprimersi circa l'opposizione, presentata dagli attuali commissari di Eutelia, all'art. 28 (comportamento antisindacale nella cessione di ramo di azienda). In primo grado le aziende Agile e Eutelia, erano state condannate ad eliminare gli effetti dovuti alla cessione del ramo di azienda (da Eutelia a Agile). In attesa di questa importante sentenza, i lavoratori di Agile del nord Italia, effettueranno un presidio dal giorno 13, al 15 di fronte al tribunale di Milano.

Per i giorni 13 e 14 sono già state definite alcune partecipazioni tramite macchina (si può sempre o organizzare altre macchine o utilizzare il treno). Per il giorno 15, giorno in cui è necessaria la massima partecipazione c'è la possibilità di andare o in macchina o in treno. Comunicate via mailing list l'adesione treno o macchina.


12 Dicembre

Politecnico di Torino
c.so Duca degli Abruzzi
Serata Controcultura

18.30 Aperitivo musicale e mostre fotografiche (tra cui quella di Agile)
20.30 Dibattito: OLTRE IL DDL – Conoscere la realtà per cambiarla
Interverranno figure appartenenti al mondo dell’università, del lavoro e della cultura, come ricercatori, precari, tecnici amministrativi e lavoratori esterni all’università (tra cui Agile, Fiat e Comdata).
23.00 Musica, Concerti, dj set e performance di artisti di strada.


9 Dicembre

Ore 20:30 su Rainews intervista con F. Potetti sulla vertenza Agile.


8 Dicembre

Corteo per il Lavoro Sicuro, Tutelato e Responsabile
Mercoledì 8 dicembre · 15.00 - 19.00
Da Piazza Statuto alla sede della ThyssenKrupp (Corso Regina Margherita 490) con passaggio davanti alla sede di Agile
Organizzato da Terra del Fuoco


9 Dicembre

Assemblea retribuita ore 10:15 presso la sede di corso Svizzera 185.


6 Dicembre 2007

Troppo poco tempo troppo poco tempo
Tu non alzi gli occhi dal sudore non c'è tempo
Troppo poco tempo troppo poco tempo
La tua vita sfuma consumata in un momento

Solo per sperare chiuso a lavorare
Qui per quarant'anni una vita da sprecare
Le lunghe giornate le notti infinite
Col calore addosso tra le fiamme e le colate

Troppo poco tempo troppo poco tempo
Batte rosso il cuore in mezzo al petto non c'è tempo
Troppo poco tempo troppo poco tempo
Brucia la vita consumata in un momento

Provi anche a sperare sempre a lavorare
Stringe la catena che ti aliena che fa male
Le lotte svanite le lotte perdute
Delusione addosso tra le fiamme e le colate

Poi fu una scintilla venne all'improvviso

7 luci spente fine di esistenza
7 vite perse 7 colpi alla coscienza
7 sguardi persi persi ad uno ad uno
Nella linea 5 non si sente più nessuno
7 luci spente cade la speranza
7 condannati dentro il fuoco e la mattanza
7 sono andati non ritorneranno
Petali caduti che mai più si rialzeranno

Stanco è il mio respiro stanco è il mio cammino
Dentro queste mura si consuma il mio destino
Migra il mio respiro scappa il mio cammino
Come il grande fiume che si ingrossa qui a Torino

Vivere con questo stare in questo posto
Dentro queste fabbriche è quello che conosco
Adesso dormo il giorno il giorno mio è la notte
Il corpo si ribella sotto un ritmo che sconvolge

Poi fu una scintilla venne all'improvviso

7 luci spente fine di esistenza
7 vite perse 7 colpi alla coscienza
7 sguardi persi persi ad uno ad uno
Nella linea 5 non si sente più nessuno
7 luci spente cade la speranza
7 condannati dentro il fuoco e la mattanza
7 sono andati non ritorneranno
Petali caduti che mai più si rialzeranno

Poi fu una scintilla venne all'improvviso

7 - La casa del vento dall'album Articolo 1


5 Dicembre

Nell'ambito del convegno-seminario sulla militanza di classe, organizzato dall'associazione Quarto Stato, nella mattinata di domenica 5 dicembre, ci sarà un'intervento di un collega della sede di Torino. L'intervento sarà preceduto dalla proiezione di QuattroZeroZero, slide fotografico realizzato dal progetto FC(c). Il convegno-seminario si svolge dalle10 in avanti in via Arezzo 1 presso il circolo Libertini.


20 Novembre

Nell'ambito della Festa dell'Italia dei Valori in Piemonte presso la Bocciofila "La Concordia" di Via Frejus 36 nella mattinata (9:00 - 13:00)

intervento di Giulio Basile per Agile/ex Eutelia.


19 Novembre

Alle ore 21:00 all' Aula Disegno 1 dell'ITIS "Avogadro" in c.so San Maurizio, 8 (di fronte alla sede di Lotta Continua), assemblea pubblica dal titolo "Patto sociale o sciopero generale?" con la partecipazione di GIORGIO CREMASCHI (Segreteria Nazionale FIOM), COSIMO SCARINZI (Coordinamento Nazionale CUB), PINO LA ROBINA (Coordinamento Regionale USB).

Intervento di Luciano Pilone per Agile/ex Eutelia.

 

Da parte di Giorgio Cremaschi ai lavoratori Agile di Torino


16 Novembre

Ore 9:30-10:00 Presidio dei lavoratori Agile/ex Eutelia di Torino e Ivrea di fronte al Consiglio Regionale in via Alfieri. A sostegno della manifestazione sono state indette 4 ore di sciopero dalle ore 9 alle 13.

PARTECIPIAMO NUMEROSI!!!!!!!


12 Novembre

Ore 9-11 assemblea retribuita presso la sede di c.so Svizzera.

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Il comitato dei cassa integrati indice per venerdì 12 novembre, in concomitanza con l'incontro azienda-sindacati all'unione industriali di Roma, una

GIORNATA NAZIONALE DI DIGIUNO dei cassa integrati Engineering.it

con sit-in a partire dalle 8,30 davanti alle sedi Engineering.it colpite dalla decisione aziendale di procedere ai licenziamenti collettivi.
 
Invitiamo i colleghi delle varie sedi ad organizzare i sit-in e comunicarci le modalità di svolgimento, in modo da informare tutti.
 
I lavoratori in cassa integrazione si asterranno dal cibo per tutta la giornata per protestare contro la proprietà di Rosario Amodeo, Michele Cinaglia e dell'amministratore delegato Paolo Pandozy che intendono "affamare"  i lavoratori mentre loro si "ingrassano" continuando ad incamerare utili e distribuire dividendi agli azionisti, incuranti dei problemi economici delle famiglie dei lavoratori.
 
Invitiamo tutti i lavoratori, gli amici, i politici ed i giornalisti a sostenerci, anche aderendo per solidarietà a questa prima iniziativa di lotta.
 
Attendiamo la visita di amici, esponenti politici, stampa e televisioni alle manifestazioni.
 
Preghiamo cortesemente di confermare la presenza e/o la solidarietà rispondendo a questa e-mail.
 
Martedì 9 novembre a Torino e giovedì 11 novembre a Pont Saint Martin saranno convocate assemblee di tutti i lavoratori per illustrare le iniziative di lotta da porre in atto da subito, contro questo infame provvedimento aziendale. Daremo al più presto informazioni sugli orari e luoghi di ritrovo.
 
Sempre nella giornata di venerdì 12 sarà probabilmente indetto uno sciopero dei lavoratori Engineering.it, di cui vi daremo tempestiva comunicazione.


4 Novembre

Presidio Simbolico (per l'intera giornata) Agile ex Eutelia Torino

Ad un anno dall'inizio del presidio, confrontiamoci sul proseguimento della LOTTA per riottenere il LAVORO!

 


3 Novembre

La sentenza d'appello per l'art.28 è stata rinviata al 15 dicembre!

 

 SOSTEGNO AL PRESIDIO DEI  LAVORATORI AGILE
ex EUTELIA DI TORINO

Conto corrente intestato a
Cassetta Giuliana e Mairone Paolo

Banca Nazionale del Lavoro

Agenzia 8 TORINO

Codice IBAN
IT26 R010 0501 0080 0000 0011 242

SOTTOSCRIVI!