13-11-2009 Gli invisibili di Eutelia: Da tre mesi senza soldi, intervenga il governo

Alta tensione tra gli addetti di Torino e di Ivrea


Torino
Il clima è teso, preoccupato. Al centro Pier della Francesca i lavoratori della Eutelia-Agile da giorni occupano gli uffici, ma in molti continuano a lavorare per non perdere le commesse e non pregiudicare il futuro dell’azienda. Oggi riceveranno la solidarietà del sindaco Chiamparino che si recherà nell’edificio per un incontro.
La loro protesta da Torino e Ivrea - e dalle altre decine di sedi sparse in Italia - rimbalza alla anche Camera. Nel primo pomeriggio a una interpellanza urgente di Pd e Idv - che chiede un tavolo di crisi a Palazzo Chigi - il governo, con il sottosegretario Romani, risponde che un tavolo al Ministero c’è già. I deputati torinesi del Pd Stefano Esposito e Antonio Bocuzzi si indignano: «È una risposta fotocopia a quella di maggio, ma intanto la situazione sta degenerando, il rischio di perdere 10 mila posti è grande». E, con i colleghi Massimo Fiorio e Giuseppe Berretta brevemente la presidenza dell’aula in segno di protesta.
I lavoratori al mattino, nella conferenza stampa della Fiom, avevano raccontato la loro disperazione. Da tre mesi non prendono lo stipendio e temono che se non si trova una soluzione in fretta la fine sia vicina. Annalisa Tursi ha 33 anni, è laureata in Economia e Commercio. È entrata alla Bull nel 2001 e da allora è passata, sempre con ruoli di responsabilità importanti, a Eutelia e poi a Agile. Dice: «Abbiamo preso lo stipendio una sola volta e basta. Mia avrei pensato che sarebbe finita così». Tra i lavoratori - molti con il volto coperto da una maschera bianca per rappresentare la loro invisibilità - ci sono i monoreddito che vedono i risparmi svanire, i giovani che non vedono un futuro.
Il segretario della Fiom, Giorgio Airaudo, dice: «Deve intervenire il governo perché il tempo è finito e giorno dopo giorno si perdono le commesse». Aggiunge: «Se Agile ha ancora un valore è per la professionalità dei suoi lavoratori, molti dei quali ex Olivetti, e per le commesse. Il governo è gravemente responsabile: poteva risolvere la situazione in pochi minuti e non l’ha fatto. Adesso apra un tavolo per chiedere alla società se è in grado di mantenere le attività. Se no si cerchi un altro imprenditore».
Federico Bellono, della Fiom: «Andremo avanti con le mobilitazioni e le iniziative; non lasceremo nulla di intentato. Se la situazione non si sblocca chiederemo il commissariamento».

http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/economia/articolo/lstp/88331/

 

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